{"id":293,"date":"2021-03-13T03:49:48","date_gmt":"2021-03-13T02:49:48","guid":{"rendered":"http:\/\/lnx.libroinaria.com\/?page_id=293"},"modified":"2026-05-16T22:23:06","modified_gmt":"2026-05-16T20:23:06","slug":"news","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/lnx.libroinaria.com\/?page_id=293","title":{"rendered":"News"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-black-color has-cyan-bluish-gray-background-color has-text-color has-background has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Notizie ed info varie<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-cyan-bluish-gray-background-color has-text-color has-background has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>TEMPERATURA<\/strong>:<br>Esprime il grado d\u2019agitazione delle molecole d\u2019aria, impiegando una grandezza scalare chiamata appunto \u2018grado\u2019. In Italia viene correntemente impiegato il \u2018grado centigrado\u2019, detto anche \u2018grado Celsius\u2019, il cui simbolo \u00e8: \u00b0C. Tale unit\u00e0 di misura \u00e8 definita in modo che i valori 0\u00b0C e 100\u00b0C corrispondano rispettivamente al punto di fusione e al punto d\u2019ebollizione dell\u2019acqua a pressione atmosferica normale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-cyan-bluish-gray-background-color has-text-color has-background has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>PUNTO DI RUGIADA (DEW POINT)<\/strong><br>E&#8217; il valore di temperatura (in \u00b0C) a cui l\u2019aria dovrebbe essere raffreddata (a pressione costante) per raggiungere il 100% di umidit\u00e0 relativa, ovvero, per saturarla di vapore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-cyan-bluish-gray-background-color has-text-color has-background has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>INDICE DI CALORE (HEAT INDEX)<\/strong><br>Utilizza la temperatura e l\u2019umidit\u00e0 relativa per determinare la sensazione di calore dell\u2019aria. Quando l\u2019umidit\u00e0 \u00e8 bassa, la temperatura apparente sar\u00e0 minore della temperatura dell\u2019aria, dal momento che la traspirazione evapora rapidamente e raffredda il corpo. Quando l\u2019umidit\u00e0 \u00e8 alta, la temperatura apparente sembrer\u00e0 pi\u00f9 alta dell\u2019attuale temperatura dell\u2019aria, perch\u00e8 la traspirazione del corpo evapora pi\u00f9 lentamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-cyan-bluish-gray-background-color has-text-color has-background has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>EVOTRASPIRAZIONE (EV)<\/strong> E&#8217; un parametro usato in agrometeorologia. Consiste nella quantit\u00e0 d\u2019acqua (riferita all\u2019unit\u00e0 di tempo) che dal terreno passa nell\u2019aria allo stato di vapore per effetto congiunto della traspirazione, attraverso le piante, e dell\u2019evaporazione, direttamente dal terreno. \u00c8 spesso indicata nei manuali con la sigla&nbsp;<strong>ET<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-cyan-bluish-gray-background-color has-text-color has-background has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>DENSITA\u2019 DELL\u2019ARIA (DA)<\/strong> E&#8217; il peso di un 1 piede cubico o di un metro cubo di aria, \u00e8 una rilevazione importante utilizzata sopratutto in campo motoristico ed in aviazione. Questo valore dipende dalla temperatura, dalla pressione atmosferica, dall\u2019umidit\u00e0. L\u2019altitudine \u00e8 un\u2019altro fattore importante che ne determina il valore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-cyan-bluish-gray-background-color has-text-color has-background has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>HUMIDEX<\/strong> \u00c8 un indice di calore introdotto originariamente in Canada, ove \u00e8, ancora oggi largamente impiegato. \u00c8 utilizzato per descrivere il disagio fisiologico che pu\u00f2 verificarsi nelle giornate umide e calde. Tale indice \u00e8 sensibile in un intervallo di temperatura compreso tra 20\u00b0C e 55\u00b0C. Al di fuori di tale intervallo, anche al variare dell\u2019umidit\u00e0 relativa, l\u2019indice individua sempre le classi estreme.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-cyan-bluish-gray-background-color has-text-color has-background has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>INDICE UV<\/strong> E&#8217; una misura semplice per l\u2019intensit\u00e0 della radiazione UV del sole, che non riusciamo a percepire ma \u00e8 possibile misurare. Pi\u00f9 l\u2019indice \u00e8 elevato e pi\u00f9 intensa \u00e8 la radiazione solare. L\u2019indice UV ci permette di stimare l\u2019intensit\u00e0 del sole e di adottare le misure necessarie per proteggerci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-cyan-bluish-gray-background-color has-text-color has-background has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>RADIAZIONE SOLARE GLOBALE<\/strong> E&#8217; misurata a terra su un piano orizzontale ed \u00e8 l\u2019integrale giornaliero del flusso di radiazione proveniente direttamente dal disco solare e di quella diffusa dal cielo per effetto delle nubi e dei gas costituenti l\u2019atmosfera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-cyan-bluish-gray-background-color has-text-color has-background has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>UMIDITA\u2019<\/strong> E&#8217; il rapporto tra la quantit\u00e0 effettiva di vapore contenuto e la quantit\u00e0 massima che quella massa d\u2019aria potrebbe contenere nelle stesse condizioni di temperatura e pressione. Tale rapporto \u00e8 solitamente espresso in punti percentuale. Valori inferiori al 30% denotano la presenza di aria secca o poco umida, mentre valori superiori al 70-80% sono indice di una notevole umidit\u00e0 (ad esempio in caso di pioggia o di nebbia).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-cyan-bluish-gray-background-color has-text-color has-background has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>PRESSIONE<\/strong> Un metro cubo d\u2019aria, in condizioni standard di pressione e temperatura, pesa quasi 1.3 Kg. La colonna d\u2019aria che sovrasta la superficie terrestre, concentrata per la maggior parte nella troposfera (i primi 15 Km), esercita quindi, col suo peso, una pressione che viene chiamata appunto pressione atmosferica. L\u2019unit\u00e0 di misura pi\u00f9 utilizzata dai meteorologi per esprimerne il valore \u00e8 l\u2019ettopascal (hPa), o, equivalentemente, il millibar (mb). Poich\u00e9 la pressione atmosferica diminuisce con l\u2019aumentare della quota altimetrica, i valori pressori assoluti, registrati dalle varie stazioni meteorologiche, vengono per convenzione rapportati al livello del mare. In sostanza accade che, per poter confrontare tra loro i dati rilevati da stazioni poste a diverse altezze, ci si preoccupa di fornire un valore che sia INDIPENDENTE dalla quota alla quale si \u00e8 effettuata la misura. Il valor medio della pressione atmosferica al livello del mare \u00e8 di 1013.25 hPa: le perturbazioni presenti nell\u2019atmosfera spostano masse d\u2019aria di diversa natura (fredde e secche, calde ed umide, etc.), provocando un\u2019oscillazione di questo valore dell\u2019ordine delle decine di hPa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-cyan-bluish-gray-background-color has-text-color has-background has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>PIOGGIA<\/strong> L\u2019unit\u00e0 di misura adottata \u00e8 il millimetro, che equivale ad un litro d\u2019acqua per metro quadrato di superficie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-cyan-bluish-gray-background-color has-text-color has-background has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>VENTO<\/strong> Indica la direzione di provenienza del vento e la sua velocit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-cyan-bluish-gray-background-color has-text-color has-background has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>INDICE DI RAFFREDDAMENTO (WIND CHILL)<\/strong><br>Quantifica la sensazione di freddo percepita dal nostro corpo a causa dell\u2019esposizione al vento. Una massa d\u2019aria (con temperatura inferiore rispetto a quella corporea) che investe la pelle nuda, determina infatti una perdita di calore per evaporazione che \u00e8 tanto maggiore quanto pi\u00f9 \u00e8 elevata la velocit\u00e0 del flusso d\u2019aria stesso. Ci\u00f2 comporta che il nostro corpo percepisca una temperatura apparentemente inferiore a quella effettivamente presente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-cyan-bluish-gray-background-color has-text-color has-background has-large-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Venti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-cyan-bluish-gray-background-color has-text-color has-background has-medium-font-size wp-block-paragraph\">I <strong>venti <\/strong>si formano in base allo spostamento dell\u2019aria dalle zone di alta pressione verso quelle di bassa pressione. I venti sono molto forti se la differenza di pressione tra le due aree \u00e8 elevata e sono deboli se la differenza \u00e8 piccola. Pi\u00f9 \u00e8 bassa la pressione e pi\u00f9 forti si possono creare in caso di perturbazioni in arrivo e conseguenti condizioni meteo.<br>A seconda della direzione in cui spirano, i venti si distinguono in costanti, periodici, variabili.<br>Sono costanti quando spirano sempre nella stessa direzione, come gli alisei, che soffiano dai tropici (zone di alta pressione) all\u2019Equatore (area di bassa pressione).Sono periodici i venti come i monsoni, tipici dell\u2019area indiana e del sud-est asiatico, che in primavera-estate soffiano dal mare alla terraferma apportando piogge alluvionali e, in autunno- inverno dalla terra al mare apportano invece siccit\u00e0. Sono periodiche anche le brezze delle zone costiere che di giorno spirano dal mare verso la terraferma e di notte dalla terraferma al mare. Le brezze di solito si attivano nel pomeriggio presso le zone costiere e si attenuano, fino a fermarsi del tutto, al calare della sera.<br>I venti variabili sono invece caratteristici di una certa regione. Nel Mediterraneo, ad esempio, fin dal Medioevo i navigatori hanno individuato otto venti provenienti da al-trettante direzioni e li hanno indicati nella rosa dei venti:<br> la tramontana, vento freddo proveniente da nord che ha anche la caratteristica di spazzare via l&#8217;umidit\u00e0, semmai spinta dallo scirocco ed, allo stesso tempo, spazzare via nubi ed inquinanti. Queste correnti inoltre, portando via umidit\u00e0 ed inquinamento, favoriscono anche una visibilit\u00e0 che pu\u00f2 arrivare anche a molti km di distanza. Non \u00e8 raro che, in queste condizioni, si riesca a vedere localit\u00e0, cime montuose, isole ecc, con molta semplicit\u00e0 ad occhio nudo. Eclatante \u00e8 stata anche una fotografia scattata dalla Corsica con attrezzature fotografiche molto performanti, in cui era possibile vedere addirittura la torre di Pisa in Toscana!<br> La bora o grecale, \u00e8 il vento proveniente da nord-est. La bora soffia nel Mar Adriatico specialmente in inverno (\u00e8 famosa la bora di Trieste) e pu\u00f2 raggiungere picchi di velocit\u00e0 anche oltre i 120 km\/h. E&#8217; in grado anche di modificare la marea nella zona di Venezia e porta con se, l&#8217;aria gelida dei balcani.<br>Il levante invece \u00e8 un tipo di vento generalmente debole che spira da est verso ovest.<br>Lo scirocco \u00e8 il vento caldo che proviene dal Sahara. Nelle zone pi\u00f9 esposte (come la Sicilia), durante il periodo estivo, fa schizzare le temperature verso valori molto alti, talvolta anche vicino od addirittura oltre i 40\u00b0. Porta con se anche la polvere del Sahara che \u00e8 capace di spingersi sino alle Alpi colorando la coltre bianca delle cime pi\u00f9 alte. Tale vento raggiunge anche valori di velocit\u00e0 molto elevati intorno ai 120 km\/h nelle nostre zone pi\u00f9 esposte con annessi danni sia nelle zone costiere che nelle zone interne a causa di oggetti (alberi, tettoie ecc) che vengono asportati dalla forza impetua e costante.<br>L\u2019ostro \u00e8 un vento caldo e umido che spira da sud meno frequente.<br>Il libeccio o africo spira da sud-ovest e proviene dalle coste della Libia. Anche questo tipo di corrente, talvolta, raggiunge picchi di velocit\u00e0 elevati nelle zone esposte.<br>Il ponente o zefiro spira da ovest ed \u00e8 un vento fresco che pu\u00f2 portare maltempo difatti, porta con se le perturbazioni atlantiche che non vengo trattenute dall&#8217;anticiclone delle Azorre (ora sempre pi\u00f9 raro) o dall&#8217;anticiclone africano che, purtroppo, molto spesso fa salire le temperature anche fuori stagione con annessi disagi fisici in qualunque stagione.<br>Il maestrale, vento forte e freddo proveniente da nord-ovest; soffia soprattutto in Sardegna e sulle isole toscane. Anch&#8217;esso spesso raggiunge picchi di velocit\u00e0 elevati con disagi alla navigazione spesso sospesa cos\u00ec come con lo Scirocco. Altro vento raro, \u00e8 il Favonio. E&#8217; un&nbsp;vento diciamo &#8221;&nbsp;locale&#8221; e soffia nelle zone del salentino ed in lucania. Si tratta di un&nbsp;vento&nbsp;caldo e forte proveniente da sud o da ovest; si pu\u00f2 anche considerare un&nbsp;vento&nbsp;che ha come direzione 213\u00b0 45\u2032. In autunno e inverno \u00e8 caldo e umido, in primavera \u00e8 mite, in estate \u00e8 caldo e asciutto. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-cyan-bluish-gray-background-color has-text-color has-background has-medium-font-size wp-block-paragraph\">25 Marzo 2021. Oggi, curiosando in rete, ho visto uno strumento poco conosciuto usato in meterologia: L&#8217;<strong>eliofanografo<\/strong>. Girando in rete ho trovato delle informazioni interessanti. Aldil\u00e0 del suo funzionamento ed utilizzo, volevo rendermi conto anche del suo costo ed, eventualmente, progettarne un&#8217;eventuale acquisto. L eliofanografo \u00e8 uno strumento utilizzato per misurare la durata dell&#8217;illuminazione solare. Come strumento \u00e8 piuttosto semplice ed \u00e8 composto da una piccola sfera di vetro montata su un supporto fisso. La sfera, quando viene colpita dai raggi solari, li convoglia in un determinato punto man mano che il sole gira e, vicino ad essa, viene vi \u00e8 una scala graduata ed un foglietto con su indicate le ore del giorno. Quando questo foglietto mostra dei segni evidenti &#8220;scritti&#8221; dai raggi solari, si evince che i raggi hanno raggunto una determinata inclinazione e temperatura in un determinato orario. Questa speciale \u00e8 carta fotosensibile risulter\u00e0 bruciata dai raggi del sole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-pale-cyan-blue-background-color has-text-color has-background has-medium-font-size wp-block-paragraph\">11 Aprile 2021. Oggi, leggendo in rete un p\u00f2 di notizie, ho scoperto una notizie interessante sulle nuvole. Dalla splendida pagina Facebook &#8220;Geopop&#8221; ho letto che anche le nuvole hanno un loro peso. La spiegazione \u00e8 la seguente: Il peso dell\u2019aria viene normalmente chiamato pressione atmosferica e corrisponde ad 1 kg per centimetro quadrato al livello del maree , per ovvia conseguenza, anche una nuvola avr\u00e0 il suo bel peso. Uno studio del National Center for Atmospheric Research ha definito la densit\u00e0 (peso per volume scelto) delle nuvole pari a circa 0,5 g per metro cubo. Pertanto una nuvola di 1 km cubo contiene 1 miliardo di metri cubi e quindi il suo peso risulter\u00e0 pari a 500 tonnellate. Se una nuvola a qeusto punto fluttua nell\u2019aria nonostante il suo enorme peso, ci\u00f2 \u00e8 dovuto perch\u00e9 la sua densit\u00e0 sar\u00e0 inferiore a quella dell\u2019aria secca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-cyan-bluish-gray-background-color has-text-color has-background has-medium-font-size wp-block-paragraph\">27 Maggio 2021. Oggi parliamo di <strong>nuvole<\/strong> in maniera pi\u00f9 dettagliata. Spesso se ne vedono di varie forme, estensione, colori ecc. Di seguito una breve spiegazione: In meteorologia, le nubi vengono classificate a seconda della loro altitudine e della loro estensione; si distinguono pertanto 3 famiglie: le nubi alte, le nubi medie e le nubi basse. Tutte le nubi appartenenti a queste famiglie hanno un\u2019estensione prevalentemente orizzontale. A queste, esiste un\u2019altra famiglia, ovvero quella delle nubi a sviluppo verticale, che trovano nell\u2019altezza la loro dimensione prevalente. Le&nbsp;<strong>nubi alte<\/strong>&nbsp;si possono distinguere dal loro aspetto di ciuffi soffici e si formano tra i 6000 ed i 12000 metri di quota. Sono composte da cristalli di ghiaccio trasportati dal vento, e non apportano alcuna precipitazione. Il&nbsp;<strong>cirro<\/strong>&nbsp;vero e proprio invece \u00e8 formato da strie biancastre, sottili, quasi trasparenti, molto alte. La forma e\u2019 facile da ricordare, infatti \u00e8 quella di una striscia terminante con un ricciolo ad uncino. Sono formati da cristalli di ghiaccio a causa della temperatura molto bassa alla quale si formano. Spesso prendono anche una colorazione diversa dal bianco quando vengono investite dai raggi solari durante il tramonto. Sempre in questa categoria abbiamo i&nbsp;<strong>cirrostrati<\/strong>. Anche queste sono nubi molto alte e sottili, biancastre e quasi trasparenti e danno al cielo un aspetto lattiginoso. I loro cristalli di ghiaccio diffondono luce e creano un alone o un velo sottile attorno al Sole o alla Luna. Se si presentano dopo i cirri, solitamente stanno ad indicare l\u2019arrivo di una perturbazione. I&nbsp;<strong>cirrocumuli&nbsp;<\/strong>invece \u00e8 il cosiddetto \u201ccielo a pecorella\u201d in virt\u00f9 della loro forma a batuffulo e queste danno una sorta di avviso di piogge pi\u00f9 o meno vicine. Si sviluppano ad altezze pi\u00f9 basse (5-7000 metri). Gli&nbsp;<strong>altostrati&nbsp;<\/strong>invece sono una distesa nuvolosa pi\u00f9 o meno densa di colore grigio o blu, liscia inferiormente. Quando velano il Sole e la Luna, possono sembrare macchie luminose, ma, a differenza dai cirrostrati, non mostrano aloni. Queste nubi producono neve leggera o pioggia fine e fitta, ma di solito sono cos\u00ec alte che le loro precipitazioni evaporano prima di raggiungere il terreno. Gli&nbsp;<strong>altocumuli<\/strong>&nbsp;invece sono nubi distinte molto vicine tra loro e formano strati di aspetto solitamente ondulato e fibroso che assumono forme curiose di colore bianco o grigio. Sono in realt\u00e0 formati da estese file di cumuli, collocati a quote medie e con la parte inferiore pi\u00f9 scura. Si sviluppano tra i 2500 e i 5000 metri di altitudine. Quando un altocumulo passa davanti al sole o alla luna pu\u00f2 prodursi il fenomeno della \u2018corona\u2019, visibile pi\u00f9 spesso di notte. Le&nbsp;<strong>nubi basse&nbsp;<\/strong>invece sono caratterizzate dal suffisso&nbsp;<strong>\u201c-strato\u201d<\/strong>. Queste nubi si trovano al di sotto dei 2000 metri di quota, generano abbondanti piogge o nevicate, in relazione alla temperatura. Gli&nbsp;<strong>strati&nbsp;<\/strong>sono nubi basse, poco spesse e grigie, che si formano ad altitudini di 610 m circa: si possono vedere quindi a pochi metri dall\u2019orizzonte con la basa estesa ed uniforme. Si possono presentare a banchi o coprire totalmente il cielo, spesso derivano dalla nebbia formatasi al suolo. Dato il loro limitato spessore, di norma non danno luogo ad alcun fenomeno, se non ad una riduzione di visibilit\u00e0 quando la loro base \u00e8 molto bassa. I&nbsp;<strong>nembostrati<\/strong>sono nubi stratificate, basse, generalmente di color grigio scuro dalla base spesso non ben definita. Il cielo si presenta buio e tetro e spesso per la loro presenza si devono accendere le luci; quando giugnono al suolo si parla di nebbia. Pasiamo alle<strong>&nbsp;nubi a sviluppo verticale<\/strong>. Fanno parte di questa famiglia di nubi gli stratocumuli, i cumuli e i cumulonembi.&nbsp;E\u2019 una categoria assolutamente particolare di nubi, perch\u00e8 esse si nascono ed evolvono in seguito ai moti convettivi atmosferici, cio\u00e8 ai movimenti ascendenti e discendenti dell\u2019aria, grazie alla rapida ascesa dell\u2019aria calda che pu\u00f2 raggiungere anche i 10000 \u2013 12000 metri di altezza (nel caso dei cumulonembi)ed all\u2019annessa formazione di temporali, tempeste ecc. La classificazione parte da&nbsp;<strong>cumuli<\/strong>. Sono una massa isolata di una nube bianca simile a \u201cpanna montata\u201d, che non lascia filtrare la luce solare: possono essere bianchi e soffici, con cime arrotondate e basi appiattite, che si formano a basse quote nei giorni caldi e soleggiati e indicano solitamente la persistenza del bel tempo, oppure scuri ed espansi con la sommit\u00e0 sagomata a cupola e protuberanze estese sopra, quando portano il brutto tempo. Sono costituiti da goccioline d\u2019acqua in sospensione nell\u2019aria. Si distinguono in tre tipi: il&nbsp;<strong>cumulus humilis<\/strong>&nbsp;\u00e8 una nube poco spessa ed arrotondata, legata alla variazione diurna della temperatura, appare al mattino e scompare la sera; il&nbsp;<strong>cumulus mediocris<\/strong>&nbsp;simile al precedente ed il&nbsp;<strong>cumulus congestus<\/strong>&nbsp;o castellato pu\u00f2 apparire anche scuro inferiormente, in genere ha la superficie inferiore appiattita mentre superiormente assume un aspetto definito \u201ca cavolfiore\u201d. Al termine della sua evoluzione si trasforma in genere in un cumulonembo. Gli&nbsp;<strong>stratocumuli&nbsp;<\/strong>si presentano come una distesa continua di masse cumuliformi (rotondeggianti) oscure, generalmente allungate, il cui aspetto somiglia a rotoli senza una forma precisa, connessi tra loro mediante nubi sottili, attraverso le quali \u00e8 talvolta possibile scorgere l\u2019azzurro del cielo. Alcuni possono avere aspetto minaccioso, anche se in genere non accompagnano precipitazioni. I&nbsp;<strong>cumulinembi<\/strong>&nbsp;sono abbastanza comuni in occasione del cattivo tempo. Sono nubi ad elevato sviluppo verticale, e si mostrano imponenti sul cielo, a forma di torri. La sommit\u00e0 \u00e8 generalmente bianca e spesso assume una forma a incudine o a carciofo, la base invece \u00e8 orizzontale e di colore scuro intenso. I cumulonembi sono formati da masse di cumuli scuri e si possono estendere per tutta l\u2019altezza della troposfera, ossia quella parte dell\u2019atmosfera in cui si determina il tempo atmosferico.&nbsp;Accompagnano manifestazioni temporalesche, portano forti piogge, grandine o neve, oltre a fulmini e in alcune circostanze, tornado. In queste determinate occasioni \u00e8 opportuno trovare un riparo sicuro giacch\u00e8 apportano temporali con scariche elettriche intense e pericolose. In questi casi \u00e8 indispensabile evitare di sostare sotto alberi, vicino ad animali con i ferri agli zoccoli, pali della luce o pennoni di bandiere, ombrelloni, pali della luce, ombrelli, ecc. I&nbsp;<strong>cumulonimbus Pileus<\/strong>&nbsp;\u00e8 un cumulonembo che presenta sulla sua sommit\u00e0 una particolare nuvola denominata&nbsp;<strong>Pileus<\/strong>&nbsp;che gli conferisce un aspetto incappucciato. Questa nube tende a cambiare forma molto rapidamente e si genera a causa delle forti correnti ascensionali che portano l\u2019aria umida a raggiungere il punto di rugiada a causa della compressione adiabatica.&nbsp;Un pileus che appare al di sopra di un cumulo pu\u00f2 segnalare la sua tendenza a trasformarsi in un cumulonembo, perch\u00e8 segnala appunto la presenza di forti correnti ascensionali. Il&nbsp;<strong>cumulonimbus incus<\/strong>&nbsp;in virt\u00f9 della sua espansione verticale, il cumulonembo trova un limite nei 12000 metri, quota alla quale si abbandona la troposfera per passare alla stratosfera, il secondo dei 5 strati dell\u2019atmosfera.&nbsp;Raggiunta quell\u2019altitudine, l\u2019aria inizia a farsi pi\u00f9 calda man mano che si sale e il vapore acqueo non riesce pi\u00f9 a condensarsi: il cumulonembo inizia ad espandersi orizzontalmente, generando pertando una particolare quanto inconfondibile nube chiamata&nbsp;<strong>incudine<\/strong>. Il calvus \u00e8 uno dei cumulonembi pi\u00f9 potenti ed il nome \u201ccalvus\u201d deriva dalla sua forma calva senza incudine tipica dei cumulonembi normali. Poi abbiamo le&nbsp;<strong>mammatus.<\/strong>&nbsp;Esse sono delle rarissime nubi che nel cielo assomigliano vagamente alla forma di una mammella. E\u2019 possibile scorgerle in situazioni di forte instabilit\u00e0 o dopo il passaggio di un violento temporale.&nbsp;Queste nuvole si formano in presenza di correnti ascensionali molto intense e con un umidit\u00e0 molto elevata negli strati bassi. Questo spostamento di aria, pu\u00f2 portare fino alla tropopausa enormi quantit\u00e0 di acqua che, salendo verso l\u2019alto, si trasforma in cristalli di ghiaccio.&nbsp;Quando il temporale e\u2019 passato, lontano dalla corrente ascensionale, il ghiaccio tender\u00e0 a scendere a causa del proprio peso. Ora, quando i piccoli cristalli di ghiaccio escono dalla zona della nube, incontrano aria molto fredda e secca. La variazione di condizioni, comporta la sublimazione dell\u2019acqua che dunque torner\u00e0 dallo stato solido, cristalli di ghiaccio, a quello aeriforme, vapore acqueo, risalendo verso l\u2019alto.Data la grande quantit\u00e0 di ghiaccio presente, perch\u00e8 portata dalla corrente iniziale, questo moto di discesa e sublimazione si presenter\u00e0 con una certa regolarit\u00e0 lungo l\u2019area della nube. Proprio questo movimento comporta la formazione della Mammatus con la sua caratteristica forma.&nbsp;Conferiscono una grande spettacolarit\u00e0 e possono creare notevoli contrasti di colori e di luci. Chiudiamo con gli ultimi tipi di nubi:&nbsp;<strong>Nubi lenticolari:<\/strong>&nbsp;abbiamo 3 tipologie di nubi lenticolari e il loro nome dipende dalla posizione che esse assumono nell\u2019atmosfera:&nbsp;<strong>Stratocumulis Lenticularis<\/strong>&nbsp;che possono comparire al di sotto dei 2000 metri di altezza, occupando pertanto la parte pi\u00f9 bassa dell\u2019atmosfera;&nbsp;<strong>Altocumulis Lenticularis&nbsp;<\/strong>i quali non producono pioggia e compaiono tra i 2000 e i 6000 metri di quota.&nbsp;<strong>Cirrus Lenticularis&nbsp;<\/strong>i quali si formano a quote intorno ai 7000 metri.Le nubi lenticolari, appartenenti ad ognuna delle tre categorie, si formano prevalentemente accanto a catene montuose di differenti altezze. I loro avvistamenti nei cieli che sovrastano terreni pianeggianti indicano che le nubi sono state spostate in tali direzioni dalle correnti ventose. Le nubi lenticolari si formano e si dissolvono molto rapidamente, rimanendo statiche per pochi secondi.<br>Esse compaiono maggiormente in inverno ed in primavera, periodi dell\u2019anno in cui i venti soffiano pi\u00f9 forti. La comparsa di differenti sfumature sulla superficie delle nubi \u00e8 determinata da fenomeni di rifrazione della luce proveniente dai raggi solari.<br>Per avere l\u2019opportunit\u00e0 di avvistare nubi lenticolari direttamente con i propri occhi, ci si dovrebbe avventurare in localit\u00e0 montuose durante giornate di forte vento. Le nubi lenticolari, con particolare riferimento agli altocumuli, si formano prevalentemente durante il giorno ed in condizioni di vento favorevole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-pale-cyan-blue-background-color has-text-color has-background has-medium-font-size wp-block-paragraph\">2 Giugno 2021. L&#8217;estate \u00e8 in arrivo unitamente alle sospirate vacanze che, la maggioranza delle famiglie, trascorre presso localit\u00e0 di mare. Il pensiero va alle brezze pomeridiane che si attivano un p\u00f2 ovunque. A tal proposito oggi vorrei parlare proprio di questo. La <strong>brezza<\/strong> \u00e8 un vento locale e periodico ed ha un&#8217;estensione molto limitata. La brezza \u00e8 caratterizzata da regolari e alterne variazioni di direzione nel corso della giornata. Si presenta sulle coste nei pressi del mare, dei grandi fiumi o laghi ma anche tra i monti e il fondovalle, tra le foreste, pendii e la terraferma, o nei pressi dei ghiacciai. Il principale fattore determinante della brezza \u00e8 la diversa capacit\u00e0 termica della superficie sottostante e la diversa velocit\u00e0 con cui le masse d&#8217;aria sovrastanti si riscaldano o si raffreddano quando sono esposte o meno ai raggi solari. Il salto termico tra zone e regioni limitrofe determina una differenza di pressione atmosferica che prooca il movimento di queste masse d&#8217;aria generando una corrente d&#8217;aria e un vento di debole forza detto brezza. Quando nelle ore del giorno il mare si riscalda lentamente, il calore assorbito dal mare viene rilasciato poi nelle ore notturne. Questa situazione crea un salto termico che d\u00e0 origine alla brezza di mare e di terra. Considerando che le brezze si generano in pratica un p\u00f2 ovunque, esiste una classificazione: Con la brezza di mare l&#8217;acqua ha una maggiore capacit\u00e0 termica rispetto alla terraferma. Al sorgere del sole le masse d&#8217;aria sopra il mare o i laghi si riscaldano pi\u00f9 lentamente rispetto a quelle sopra la terraferma. Questo causa una situazione di alta pressione sopra il mare e una di bassa pressione sopra la terraferma che determina lo spostamento d&#8217;aria dal mare verso la terra. La brezza di mare nasce sulla superficie d&#8217;acqua nei pressi del litorale e pu\u00f2 spingersi sulla terraferma per decine di chilometri ad un&#8217;altezza di circa 400 metri. Questo tipo di fenomeno, come gi\u00e0 anticipato, si genera prevalentemente in estate. La brezza di terra invece ha origine al calare del sole, durante le ore notturne oppure quando il cielo cambia bruscamente da sereno a coperto. Gli strati d&#8217;aria inferiori a contatto con la terraferma si raffreddano pi\u00f9 rapidamente rispetto a quelli sopra le masse di acqua. Viene cos\u00ec a determinarsi una situazione di alta pressione locale sulla terra ferma e di bassa pressione sopra il mare con conseguenze spostamento d&#8217;aria dalla terraferma verso il mare e, di solito, \u00e8 una brezza notturna. La brezza di lago invece \u00e8 molto simile a quella di mare con la differenza che appunto si genera in corrispondenza di zone lacustri con lo stesso principio e di giorno. Al contrario per le brezze fluviali che hanno lo stesso funzionamento di quelle di terra e quindi sono tendenzialmente notturne. La brezza di valle invece \u00e8 un vento periodico caldo ed umido che risale dalle valli ai monti. Ha origine dalla differenza termica tra la valle e le cime delle montagne. Le brezze di valle risalgono i pendii nelle ore diurne perch\u00e9 le cime sono illuminate prima dal sole rispetto alle valli pertanto assorbono pi\u00f9 calore nelle prime ore del giorno. L&#8217;aria sulle cime delle montagne si riscalda e la massa d&#8217;aria fredda nel fondovalle si sposta lungo i pendii verso la zona di bassa pressione in alto. Poi abbiamo la brezza di monte \u00e8 un vento periodico freddo pi\u00f9 asciutto che scende dai monti alle valli. Nelle prime ore della notte le cime si raffreddano pi\u00f9 velocemente, mentre il fondovalle cede il calore assorbito durante il giorno, creando una zona di bassa pressione. Quindi, nelle ore notturne una massa d&#8217;aria fredda discende i pendii e si sposta dalle cime dei monti verso la valle in basso. Il fenomeno naturale della brezza di monte \u00e8 attivo nel periodo estivo. La brezza di ghiacciaio \u00e8 un vento periodico freddo. Le masse d&#8217;aria a contatto con il ghiaccio si raffreddano pi\u00f9 rapidamente e si riscaldano pi\u00f9 lentamente rispetto alle diverse regioni limitrofe. Infine esiste anche la brezza di foresta ch ha origine tra le foreste e le regioni a suolo pianeggiante. Il suolo si riscalda e si raffredda pi\u00f9 rapidamente rispetto a una foresta o a un pendio. Il salto termico che viene a crearsi d\u00e0 luogo alla differenza di pressione atmosferica e alla differenza di pressione atmosferica e al moto convettivo d&#8217;aria. Esiste anche una classificazione della velocit\u00e0 delle brezze: La brezza leggera e quella normale raggiungono velocit\u00e0 comprese tra i 5-6 km\/h fino a circa 20. Invece quella vivace o tesa hanno un range di velocit\u00e0 che va dai 20 ai 40 km\/h circa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-cyan-bluish-gray-background-color has-text-color has-background has-medium-font-size wp-block-paragraph\">8 Giugno 2021. ll temporale \u00e8 uno dei fenomeni pi\u00f9 estremi della natura. Si uscono vari fattori quali la pioggia, spesso violenta e, talvolta, accompagnata da grandine che pu\u00f2 essere di dimensioni variabile. Si pu\u00f2 presentare sottoforma di piccoli chicchi fino ad arrivare vere e proprie palle da tennis! In Italia possono capitare condizioni del genere prinicipalmente nelle zone interne del nord ma anche il sud non \u00e8 stato risparmiato da tali fenomeni. Quello pi\u00f9 recente risale all&#8217;estate del 2015 in Campania dove si sono create condizioni tali da generare estesi e prolungati temporali nati in mare a partire dal litorale Pontino in estensione alla citt\u00e0 di Napoli. Numerosi sono i video che hanno testimoniato un vero e proprio bombardamento di palle di ghiaccio che hanno creato molti danni e disagi nella zona costiera a nord di Napoli. Poi a Giugno, solitamente, c&#8217;\u00e8 lo sviluppo di temporali convettivi a causa delle condizioni meteorologiche del periodo. Entrando nello specifico il temporale \u00e8 individuato da un insieme di nubi di vasta estensione volumica, (cumulonembi), e di altri fenomeni atmosferici ad esso associati. Il cumulonembo \u00e8 una nube a sviluppo verticale che si forma per il sollevamento di grandi masse d&#8217;aria calde (causato da diversi fattori) e umide in&nbsp;atmosfera instabile. Con il sollevamento di queste masse di aria calda si raffreddano&nbsp;e il&nbsp;vapore acqueo&nbsp;in esse contenuto, raggiunta la saturazione,&nbsp;iniziano a sviluppare la nube. All&#8217;interno della nube sono presenti correnti&nbsp;denominate convettive ascensionali molto violente con una forte&nbsp;turbelenza&nbsp;e, le gocce d&#8217;acqua, facilmente si uniscono originando, al superamento gravit\u00e0,e la&nbsp;forza ascensionale,&nbsp;la pioggia od anche&nbsp;grandine se vengono trascinate a lungo all&#8217;interno della nube da tali correnti. In cima al cumulonembo, quand&#8217;esso ha raggiunto la fase di pieno sviluppo, si trova una caratteristica incudine, che pu\u00f2 anche raggiungere i 10000&nbsp;metri di quota ed oltre. Tale incudine si forma laddove l&#8217;aria in ascesa incontra la&nbsp;tropopausa, e la sua caratteristica forma \u00e8 dovuta alla costanza dell&#8217;andamento termico che caratterizza la tropopausa che inibisce l&#8217;ulteriore ascesa della&nbsp;massa di aria&nbsp;instabile all&#8217;origine della genesi del cumulonembo. A tali quote la nube \u00e8 composta da&nbsp;cristalli di ghiaccio&nbsp;e appare sformata. Al di sotto del cumulonembo si formano in genere forti ascendenze al centro e forti discendenze ai lati, provocando al perimetro del cumulonembo un forte&nbsp;vento&nbsp;che solleva visibilmente la polvere e precede la pioggia. Nel momento in cui inizia a piovere il moto si inverte ovvero si hanno discendenze al centro e ascendenze ai margini. Va inoltre ricordato che se nella formazione di cumulinembo vi \u00e8 moltissimo vento sia correnti calde o fredde il temporale scarica solamente il suo&nbsp;potenziale elettrico, ma non lascia cadere la pioggia a causa del vento appunto che sposta velocemente le nuvole. Il temporale risulta quindi composto da: cumulo vero e proprio associato a fenomeni incudine di cirri, eventuali &#8216;mammatus&#8217; visibili alla base dell&#8217;incudine. Un temporale \u00e8 alimentato in genere da pi\u00f9 cellule o celle convettive (temporale multicellulare- durata media 1 ora- 3 celle circa). Possono anche esserci temporali con una sola cella (monocellulari) o una sola grande cella in rotazione denominata supercella temporalesca. Questi ultimi sono i pi\u00f9 pericolosi e possono portare anche alla formazione di fenomeni vorticosi. Questa struttura fa s\u00ec che, nei temporali multicellulari, la zona pi\u00f9 attiva della nube sia in continuo spostamento e quindi l&#8217;intensit\u00e0 delle precipitazioni vari a intervalli irregolari. Ci\u00f2 permette infine anche una maggiore durata della nube. A sua volta abbiamo vari tipi di temporali: Temporali frontali: quando in una perturbazione \u00e8 presente il&nbsp;fronte freddo, non \u00e8 difficile assistere alla formazione di cumulonembi. L&#8217;aria fredda infatti si incunea sotto quella calda, la solleva in maniera rapida e contribuisce alla destabilizzazione del sistema. La pressione intanto cala e il vento rinforza. Nel cielo, le nubi cumuliformi si ingrossano sempre di pi\u00f9 fino all&#8217;incipit temporalesco. Questo tipo di cumulonembi si pu\u00f2 formare a qualsiasi ora del giorno e della notte. Temporali convettivi: si formano per la risalita di aria calda dal suolo (riscaldato dal sole). Nel caso in cui l&#8217;aria sia abbastanza umida ed instabile, la corrente convettiva pu\u00f2 formare una nube. Se inoltre l&#8217;atmosfera \u00e8 instabile allora \u00e8 probabile che il cumulo si ingrossi a sufficienza per dare origine a fenomeni temporaleschi. Questo tipo di temporali avviene soprattutto quando aria fresca corre su un terreno pi\u00f9 caldo (gocce fredde in quota) oppure in caso di forte riscaldamento dal basso ad esempio d&#8217;estate (<em>temporale di calore<\/em>). I temporali orografici invece,  l&#8217;aria che risale un pendio di montagna, se abbastanza umida, pu\u00f2 generare delle nubi anche temporalesche con conseguenze simili ai fenomeni sopracitati. I temporali, prima di scatenarsi localmente, mostrano alcuni segni inequivocabili. E&#8217; possibile notare in primis l&#8217;aumento dell&#8217;umidit\u00e0&nbsp;nell&#8217;aria con la seguente brusca diminuzione della&nbsp;pressione atmosferica. La diminuzione delle pressione pu\u00f2 indicare anche l&#8217;arrivo di un forte cambio del tempo e, se ha un brusco calo, \u00e8 sinonimo anche di formazione di forti venti spesso di burrasca. Poi \u00e8 possibile notare anche la formazione di un vento freddo, pi\u00f9 o meno intenso, al suolo, in genere dovuto a discese d&#8217;aria convettive. Come conseguenza del punto precedente pu\u00f2 avvenire una diminuzione, pi\u00f9 o meno intensa, della&nbsp;temperatura&nbsp;al suolo. Infine vi \u00e8 la comparsa di&nbsp;fulmini ed&nbsp;a volte, anche solo&nbsp;tuoni udibili anche con una radio AM  sotto forma di interferenze facilmente riconoscibili. Le scariche possono essere udite via radio anche se sono a centinaia di chilometri di distanza giacch\u00e8, il loro segnale elettromagnetico, viaggia su onde lunghe o lunghissime (KHZ). Anche il calo, pi\u00f9 o meno vistoso della luminosit\u00e0 dell&#8217;atmosfera, \u00e8 da osservare. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-pale-cyan-blue-background-color has-background has-medium-font-size wp-block-paragraph\">11 Novembre 2021. Dopo i temporali \u00e8 il caso di spiegare cos&#8217;\u00e8 la <strong>grandine<\/strong> e come si forma. La&nbsp;<strong>grandine<\/strong>&nbsp;\u00e8 un<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Precipitazione_(meteorologia)\"> <\/a>tipo di precipitazione atmosferica che \u00e8&nbsp;formata da tanti piccoli pezzi chiamati comunemente chicchi di grandine fino a quando la loro grandezza rientra nella norma. Di solito hanno una forma sferica e cadono dalle&nbsp;nubi pi\u00f9 imponenti, i cosiddetti&nbsp;cumulonembi. L&#8217;osservazione e lo studio dei granelli di grandine \u00e8 effettuato con un particolare strumento di misura, chiamato&nbsp;<strong>grelimetro<\/strong>. Tale strumento \u00e8 costituito da un supporto su cui si inserisce un pannello di&nbsp;polistirolo di 15&nbsp;cm per lato e abbastanza spesso in modo che non si danneggi in caso di forte grandine. In alcuni casi viene anche ricoperto da un&nbsp;foglio di alluminio dello spessore di 170&nbsp;micron in modo da &nbsp;evidenziare la grandezza massima dei vari chicchi. Come con i pluviometri, viene installato in area aperta e possibilmente senza ostacoli in modo da poter percepire al massimo l&#8217;eventuale precipitazione. Dopo l&#8217;evento, le impronte che lasceranno i chicchi di grandine su questa apposita superficie, verranno analizzate in modo da stabilirne anche l&#8217;entit\u00e0 dell&#8217;evento. Ovviamente, ogni pannello, viene sostituito dopo l&#8217;evento. Superata la spiegazione del grelimetro, \u00e8 da capire come si forma la grandine. Si forma durante un temporale, talvolta intenso, dove le correnti d&#8217;aria ascensionali, si muovono a grande velocit\u00e0 nelle nubi, e nella fattispecie, nel cumulonembo, dove si forma un primo nucleo di ghiaccio che viene trasportato su e  gi\u00f9 nella nube fondendosi poi con altri piccoli cristalli di ghiaccio e gocce d&#8217;acqua&nbsp;per poi ricongelarsi nuovamente e diventare via via sempre pi\u00f9 grande. Nel momento in cui queste particelle di ghiaccio assumono dimensioni e peso oltre misura massima per restare ancora tra le nubi, inizia la loro caduta verso terra. Durante la caduta, il ghiaccio inizia a sciogliersi in quanto la temperatura aumenta avvicinandosi verso la terraferma ed in base allo scioglimento, avremo i chicchi pi\u00f9 o meno grandi. Abbiamo sicuramente notato anche che, dopo una grandinata, abbiamo un sensibile calo della temperatura che avviene p\u00e8er effetto dello scioglimento del ghiaccio durante la sua caduta. Come gi\u00e0 parlato in altri articoli, negli ultimi anni, a causa del cambiamento climatico che pare oramai una certezza, le grandinate stanno assumendo caratteristiche sempre pi\u00f9 tropicali e devastanti. Da che se ne vedevano di dimensioni di qualche millimetro, ora i chicchi di grandine, fin troppo spesso, assumono dimensioni ragguardevoli (palle da tennis) con ovvi danni a strutture, campi agricoli e tutto ci\u00f2 che viene colpito da essi. Sono fenomeni oramai generalizzati in tutto il mondo ed \u00e8 sufficiente osservare i video in rete per capirne l&#8217;entit\u00e0 del problema. Coloro che sono maggiormente penalizzati, sono gli agricoltori che, per forza di cose, sono naturalmente costretti a tenere le loro colture all&#8217;aperto quantomeno per coloro che non possono investire in coperture ad hoc in grado di proteggere il raccolto. La scienza ha studiato anche dei rimedi alle grandinate disastrose ma, in apparenza, pare che non abbiano sortito effetti apprezzabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-cyan-bluish-gray-background-color has-text-color has-background has-link-color has-medium-font-size wp-elements-1 wp-block-paragraph\">26 Agosto 2025. Mi sono reso conto che mancava una spiegazione chiara di cosa sia un downburst. Ecco la spiegazione presa dal web dalla pagina social della Raimeteo che ringrazio:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-cyan-bluish-gray-background-color has-text-color has-background has-link-color has-medium-font-size wp-elements-2 wp-block-paragraph\">Il downburst \u00e8 un fenomeno atmosferico violento associato ai temporali, caratterizzato dalla discesa improvvisa di una massa d\u2019aria fredda dall\u2019interno di una nube temporalesca verso il suolo. Una volta raggiunta la superficie, questa corrente d\u2019aria si espande orizzontalmente generando raffiche di vento molto intense anche superiori ai 100 km\/h, capaci di provocare danni paragonabili a quelli di una tromba d\u2019aria. E facile confondere il downburst con una tromba d\u2019aria (o tornado):<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-cyan-bluish-gray-background-color has-text-color has-background has-link-color has-medium-font-size wp-elements-3 wp-block-paragraph\">\u2022 La tromba d\u2019aria \u00e8 un vortice d\u2019aria rotante che si sviluppa verticalmente tra la base della nube temporalesca e il suolo, con un movimento ciclonico ben definito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-cyan-bluish-gray-background-color has-text-color has-background has-link-color has-medium-font-size wp-elements-4 wp-block-paragraph\">\u2022 Il downburst, invece, non presenta rotazione: si tratta di una colonna d\u2019aria discendente che impatta il terreno e si propaga in modo rettilineo. Entrambi i fenomeni possono arrecare gravi danni, ma si distinguono per origine, dinamica e direzione dei venti coinvolti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-pale-cyan-blue-background-color has-text-color has-background has-link-color has-medium-font-size wp-elements-5 wp-block-paragraph\">16 Maggio 2026 Dall&#8217;interessantissima pagina facebook &#8220;Quello che non sapevi&#8221; che ringrazio, ho estratto questa importante ed interessante notizia che &#8220;incollo&#8221;:<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/libroinaria?__cft__[0]=AZZoM7tBQRWEAhE-ksNi24rIVB6giqx8jpaUrR8z__MoxkHHAtifUs8aBNac_l2_W9VHTPdh94PcKutFh0_9oYCn6qBnthxfz2VVtESqyL533h3Lgpl4ZtvPXjCs72pqKxIsx1F1lL9ERP_Nw8r64-QWFeleUBeeIcC0wCsHNR8dz2nl9wfnivrCoRGVscGVQLoEdmhnU5phPnTrdEWkIgHY&amp;__tn__=%3C%3C%2CP-R\"><\/a><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/libroinaria?__cft__[0]=AZZoM7tBQRWEAhE-ksNi24rIVB6giqx8jpaUrR8z__MoxkHHAtifUs8aBNac_l2_W9VHTPdh94PcKutFh0_9oYCn6qBnthxfz2VVtESqyL533h3Lgpl4ZtvPXjCs72pqKxIsx1F1lL9ERP_Nw8r64-QWFeleUBeeIcC0wCsHNR8dz2nl9wfnivrCoRGVscGVQLoEdmhnU5phPnTrdEWkIgHY&amp;__tn__=%3C%3C%2CP-R\"><\/a> Le previsioni meteo di tutta Europa le fa Bologna, dalla Via Emilia. Quando apri l&#8217;app del meteo a Oslo, Madrid o Varsavia, i dati che vedi non vengono da un server locale. Vengono da un capannone in Emilia-Romagna \u2014 e quasi nessuno lo sa, nemmeno chi ci abita a dieci minuti. Nel 2017, a seguito di una gara internazionale tra diversi Paesi europei, il Consiglio ECMWF \u2014 il Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine \u2014 ha scelto Bologna come sede del suo nuovo data center principale. Il motivo pratico era uno solo: il vecchio sito di Reading, nel Regno Unito, non aveva pi\u00f9 spazio fisico per ospitare la prossima generazione di supercomputer. L&#8217;inaugurazione ufficiale \u00e8 avvenuta il 14 settembre 2021. La sede \u00e8 il Tecnopolo di Bologna, ricavato dall&#8217;ex Manifattura Tabacchi, edificio progettato da Pier Luigi Nervi. Da l\u00ec, ogni giorno, partono i modelli previsionali che alimentano i servizi meteo di oltre 30 nazioni. Il sistema di calcolo installato \u2014 un Atos BullSequana XH2000, doppio cluster \u2014 raggiunge circa 20 petaflops di potenza di picco. \u00c8 cinque volte pi\u00f9 potente del sistema precedente di Reading. E non \u00e8 solo una macchina: ospita anche l&#8217;archivio MARS, il pi\u00f9 grande archivio di dati di previsione meteorologica al mondo, con volumi nell&#8217;ordine di centinaia di petabyte e una crescita stimata di 15-20 petabyte all&#8217;anno. Aspetta, per\u00f2. Perch\u00e9 il Tecnopolo non ospita solo l&#8217;ECMWF. Nello stesso edificio vive Leonardo, il supercomputer classificato tra i pi\u00f9 potenti d&#8217;Europa, gestito da CINECA per l&#8217;intera Unione Europea. I due sistemi sono infrastrutture distinte, ma fisicamente affiancate \u2014 parte di quello che la Regione Emilia-Romagna chiama la &#8220;Data Valley&#8221;: un concentrato di capacit\u00e0 computazionale che rappresenta oltre l&#8217;80% del supercalcolo nazionale italiano e circa il 20% di quello dell&#8217;intera Europa. Il tutto in un quadrilatero tra la stazione e il quartiere fieristico di Bologna, una citt\u00e0 che la maggior parte degli europei associa alla cucina, non ai petaflops. Bologna non \u00e8 solo la capitale del rag\u00f9. Dal 2021 \u00e8 anche il cervello meteorologico di un continente intero. In breve: Dal 14 settembre 2021 il data center principale dell&#8217;ECMWF si trova al Tecnopolo di Bologna. Da Bologna vengono elaborate le previsioni meteo per oltre 30 Paesi europei, con un sistema da 20 petaflops. Nello stesso edificio vive Leonardo (EuroHPC\/CINECA): Bologna concentra il 20% del supercalcolo europeo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Notizie ed info varie. TEMPERATURA:Esprime il grado d\u2019agitazione delle molecole d\u2019aria, impiegando una grandezza scalare chiamata appunto \u2018grado\u2019. In Italia viene correntemente impiegato il \u2018grado centigrado\u2019, detto anche \u2018grado Celsius\u2019, il cui simbolo \u00e8: \u00b0C. 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