Notizie ed info varie.

TEMPERATURA:
Esprime il grado d’agitazione delle molecole d’aria, impiegando una grandezza scalare chiamata appunto ‘grado’. In Italia viene correntemente impiegato il ‘grado centigrado’, detto anche ‘grado Celsius’, il cui simbolo è: °C. Tale unità di misura è definita in modo che i valori 0°C e 100°C corrispondano rispettivamente al punto di fusione e al punto d’ebollizione dell’acqua a pressione atmosferica normale.

PUNTO DI RUGIADA (DEW POINT)
E’ il valore di temperatura (in °C) a cui l’aria dovrebbe essere raffreddata (a pressione costante) per raggiungere il 100% di umidità relativa, ovvero, per saturarla di vapore.

INDICE DI CALORE (HEAT INDEX)
Utilizza la temperatura e l’umidità relativa per determinare la sensazione di calore dell’aria. Quando l’umidità è bassa, la temperatura apparente sarà minore della temperatura dell’aria, dal momento che la traspirazione evapora rapidamente e raffredda il corpo. Quando l’umidità è alta, la temperatura apparente sembrerà più alta dell’attuale temperatura dell’aria, perchè la traspirazione del corpo evapora più lentamente.

EVOTRASPIRAZIONE (EV) E’ un parametro usato in agrometeorologia. Consiste nella quantità d’acqua (riferita all’unità di tempo) che dal terreno passa nell’aria allo stato di vapore per effetto congiunto della traspirazione, attraverso le piante, e dell’evaporazione, direttamente dal terreno. È spesso indicata nei manuali con la sigla ET.

DENSITA’ DELL’ARIA (DA) E’ il peso di un 1 piede cubico o di un metro cubo di aria, è una rilevazione importante utilizzata sopratutto in campo motoristico ed in aviazione. Questo valore dipende dalla temperatura, dalla pressione atmosferica, dall’umidità. L’altitudine è un’altro fattore importante che ne determina il valore.

HUMIDEX È un indice di calore introdotto originariamente in Canada, ove è, ancora oggi largamente impiegato. È utilizzato per descrivere il disagio fisiologico che può verificarsi nelle giornate umide e calde. Tale indice è sensibile in un intervallo di temperatura compreso tra 20°C e 55°C. Al di fuori di tale intervallo, anche al variare dell’umidità relativa, l’indice individua sempre le classi estreme. 

INDICE UV E’ una misura semplice per l’intensità della radiazione UV del sole, che non riusciamo a percepire ma è possibile misurare. Più l’indice è elevato e più intensa è la radiazione solare. L’indice UV ci permette di stimare l’intensità del sole e di adottare le misure necessarie per proteggerci.

RADIAZIONE SOLARE GLOBALE E’ misurata a terra su un piano orizzontale ed è l’integrale giornaliero del flusso di radiazione proveniente direttamente dal disco solare e di quella diffusa dal cielo per effetto delle nubi e dei gas costituenti l’atmosfera.

UMIDITA’ E’ il rapporto tra la quantità effettiva di vapore contenuto e la quantità massima che quella massa d’aria potrebbe contenere nelle stesse condizioni di temperatura e pressione. Tale rapporto è solitamente espresso in punti percentuale. Valori inferiori al 30% denotano la presenza di aria secca o poco umida, mentre valori superiori al 70-80% sono indice di una notevole umidità (ad esempio in caso di pioggia o di nebbia).

PRESSIONE Un metro cubo d’aria, in condizioni standard di pressione e temperatura, pesa quasi 1.3 Kg. La colonna d’aria che sovrasta la superficie terrestre, concentrata per la maggior parte nella troposfera (i primi 15 Km), esercita quindi, col suo peso, una pressione che viene chiamata appunto pressione atmosferica. L’unità di misura più utilizzata dai meteorologi per esprimerne il valore è l’ettopascal (hPa), o, equivalentemente, il millibar (mb). Poiché la pressione atmosferica diminuisce con l’aumentare della quota altimetrica, i valori pressori assoluti, registrati dalle varie stazioni meteorologiche, vengono per convenzione rapportati al livello del mare. In sostanza accade che, per poter confrontare tra loro i dati rilevati da stazioni poste a diverse altezze, ci si preoccupa di fornire un valore che sia INDIPENDENTE dalla quota alla quale si è effettuata la misura. Il valor medio della pressione atmosferica al livello del mare è di 1013.25 hPa: le perturbazioni presenti nell’atmosfera spostano masse d’aria di diversa natura (fredde e secche, calde ed umide, etc.), provocando un’oscillazione di questo valore dell’ordine delle decine di hPa.

PIOGGIA L’unità di misura adottata è il millimetro, che equivale ad un litro d’acqua per metro quadrato di superficie.

VENTO Indica la direzione di provenienza del vento e la sua velocità.

INDICE DI RAFFREDDAMENTO (WIND CHILL)
Quantifica la sensazione di freddo percepita dal nostro corpo a causa dell’esposizione al vento. Una massa d’aria (con temperatura inferiore rispetto a quella corporea) che investe la pelle nuda, determina infatti una perdita di calore per evaporazione che è tanto maggiore quanto più è elevata la velocità del flusso d’aria stesso. Ciò comporta che il nostro corpo percepisca una temperatura apparentemente inferiore a quella effettivamente presente.

Venti

I venti si formano in base allo spostamento dell’aria dalle zone di alta pressione verso quelle di bassa pressione. I venti sono molto forti se la differenza di pressione tra le due aree è elevata e sono deboli se la differenza è piccola. Più è bassa la pressione e più forti si possono creare in caso di perturbazioni in arrivo e conseguenti condizioni meteo.
A seconda della direzione in cui spirano, i venti si distinguono in costanti, periodici, variabili.
Sono costanti quando spirano sempre nella stessa direzione, come gli alisei, che soffiano dai tropici (zone di alta pressione) all’Equatore (area di bassa pressione).Sono periodici i venti come i monsoni, tipici dell’area indiana e del sud-est asiatico, che in primavera-estate soffiano dal mare alla terraferma apportando piogge alluvionali e, in autunno- inverno dalla terra al mare apportano invece siccità. Sono periodiche anche le brezze delle zone costiere che di giorno spirano dal mare verso la terraferma e di notte dalla terraferma al mare. Le brezze di solito si attivano nel pomeriggio presso le zone costiere e si attenuano, fino a fermarsi del tutto, al calare della sera.
I venti variabili sono invece caratteristici di una certa regione. Nel Mediterraneo, ad esempio, fin dal Medioevo i navigatori hanno individuato otto venti provenienti da al-trettante direzioni e li hanno indicati nella rosa dei venti:
la tramontana, vento freddo proveniente da nord che ha anche la caratteristica di spazzare via l’umidità, semmai spinta dallo scirocco ed, allo stesso tempo, spazzare via nubi ed inquinanti. Queste correnti inoltre, portando via umidità ed inquinamento, favoriscono anche una visibilità che può arrivare anche a molti km di distanza. Non è raro che, in queste condizioni, si riesca a vedere località, cime montuose, isole ecc, con molta semplicità ad occhio nudo. Eclatante è stata anche una fotografia scattata dalla Corsica con attrezzature fotografiche molto performanti, in cui era possibile vedere addirittura la torre di Pisa in Toscana!
La bora o grecale, è il vento proveniente da nord-est. La bora soffia nel Mar Adriatico specialmente in inverno (è famosa la bora di Trieste) e può raggiungere picchi di velocità anche oltre i 120 km/h. E’ in grado anche di modificare la marea nella zona di Venezia e porta con se, l’aria gelida dei balcani.
Il levante invece è un tipo di vento generalmente debole che spira da est verso ovest.
Lo scirocco è il vento caldo che proviene dal Sahara. Nelle zone più esposte (come la Sicilia), durante il periodo estivo, fa schizzare le temperature verso valori molto alti, talvolta anche vicino od addirittura oltre i 40°. Porta con se anche la polvere del Sahara che è capace di spingersi sino alle Alpi colorando la coltre bianca delle cime più alte. Tale vento raggiunge anche valori di velocità molto elevati intorno ai 120 km/h nelle nostre zone più esposte con annessi danni sia nelle zone costiere che nelle zone interne a causa di oggetti (alberi, tettoie ecc) che vengono asportati dalla forza impetua e costante.
L’ostro è un vento caldo e umido che spira da sud meno frequente.
Il libeccio o africo spira da sud-ovest e proviene dalle coste della Libia. Anche questo tipo di corrente, talvolta, raggiunge picchi di velocità elevati nelle zone esposte.
Il ponente o zefiro spira da ovest ed è un vento fresco che può portare maltempo difatti, porta con se le perturbazioni atlantiche che non vengo trattenute dall’anticiclone delle Azorre (ora sempre più raro) o dall’anticiclone africano che, purtroppo, molto spesso fa salire le temperature anche fuori stagione con annessi disagi fisici in qualunque stagione.
Il maestrale, vento forte e freddo proveniente da nord-ovest; soffia soprattutto in Sardegna e sulle isole toscane. Anch’esso spesso raggiunge picchi di velocità elevati con disagi alla navigazione spesso sospesa così come con lo Scirocco. Altro vento raro, è il Favonio. E’ un vento diciamo ” locale” e soffia nelle zone del salentino ed in lucania. Si tratta di un vento caldo e forte proveniente da sud o da ovest; si può anche considerare un vento che ha come direzione 213° 45′. In autunno e inverno è caldo e umido, in primavera è mite, in estate è caldo e asciutto.

25 Marzo 2021. Oggi, curiosando in rete, ho visto uno strumento poco conosciuto usato in meterologia: L’eliofanografo. Girando in rete ho trovato delle informazioni interessanti. Aldilà del suo funzionamento ed utilizzo, volevo rendermi conto anche del suo costo ed, eventualmente, progettarne un’eventuale acquisto. L eliofanografo è uno strumento utilizzato per misurare la durata dell’illuminazione solare. Come strumento è piuttosto semplice ed è composto da una piccola sfera di vetro montata su un supporto fisso. La sfera, quando viene colpita dai raggi solari, li convoglia in un determinato punto man mano che il sole gira e, vicino ad essa, viene vi è una scala graduata ed un foglietto con su indicate le ore del giorno. Quando questo foglietto mostra dei segni evidenti “scritti” dai raggi solari, si evince che i raggi hanno raggunto una determinata inclinazione e temperatura in un determinato orario. Questa speciale è carta fotosensibile risulterà bruciata dai raggi del sole.

11 Aprile 2021. Oggi, leggendo in rete un pò di notizie, ho scoperto una notizie interessante sulle nuvole. Dalla splendida pagina Facebook “Geopop” ho letto che anche le nuvole hanno un loro peso. La spiegazione è la seguente: Il peso dell’aria viene normalmente chiamato pressione atmosferica e corrisponde ad 1 kg per centimetro quadrato al livello del maree , per ovvia conseguenza, anche una nuvola avrà il suo bel peso. Uno studio del National Center for Atmospheric Research ha definito la densità (peso per volume scelto) delle nuvole pari a circa 0,5 g per metro cubo. Pertanto una nuvola di 1 km cubo contiene 1 miliardo di metri cubi e quindi il suo peso risulterà pari a 500 tonnellate. Se una nuvola a qeusto punto fluttua nell’aria nonostante il suo enorme peso, ciò è dovuto perché la sua densità sarà inferiore a quella dell’aria secca.